martedì 27 gennaio 2026

Garante della privacy nel mirino: spese contestate e crisi di credibilità

Il Garante per la protezione dei dati personali è un’autorità amministrativa indipendente investita di poteri ispettivi, correttivi e sanzionatori in materia di trattamenti di dati personali. Dal 1997 vigila sul rispetto della privacy, supervisiona l’attività di enti pubblici e privati, interviene in caso di violazioni e detta le linee guida che facilitano il corretto utilizzo delle informazioni dei cittadini, conformandosi alla normativa nazionale ed europea. L’indipendenza dell’ente è dunque un prerequisito essenziale affinché possa agire anche contro l’interesse del decisore politico, dell’amministrazione o dei grandi operatori economici. In un’epoca caratterizzata dalla rapida circolazione delle informazioni, l’istituzione ha un ruolo cruciale e assicurarne la neutralità e il corretto funzionamento è essenziale per la salvaguardia dei principi democratici.

Negli ultimi mesi l’Autorità è stata travolta da accuse di cattiva gestione delle spese e alcune anomalie nella gestione dei servizi e delle sanzioni non irrogate, che hanno aperto una crisi profonda che ha scosso l’intera istituzione. Il primo a rassegnare le dimissioni è stato Guido Scorza, membro del Collegio del Garante della Privacy nominato nel 2020 su indicazione dei Cinque Stelle. Una decisone definita dallo stesso Scorza “necessaria nell’interesse dell’istituzione”, in un momento di forte pressione mediatica. Nella dichiarazione pubblicata sul suo sito personale, Scorza denuncia inoltre le inchieste condotte con modalità acritiche e sensazionalistiche che hanno interessato il caso, evidenziando come alimentino le fragilità del nostro sistema democratico in quanto rischiano di compromettere l’attività di un ente indipendente prima che ne venga accertata la responsabilità.

Le dimissioni di Scorza si collocano nella più ampia indagine per corruzione e peculato ai danni del presidente dell’Autorità Garante della Privacy Pasquale Stanzione, accusato di aver utilizzato un’auto di scorta per finalità incompatibili con il servizio. Tra gli indagati compare anche Agostino Ghiglia, ex parlamentare e attuale componente del Garante, che secondo gli accertamenti avrebbe utilizzato la Citroen aziendale per "recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato".

Il procedimento è stato avviato a seguito di una serie di servizi giornalistici mandati in onda dalla trasmissione Report. Nel corso delle indagini, le perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede del Garante della Privacy hanno inoltre consentito di acquisire nuovi documenti, telefoni e pc a fini istruttori. Queste attività hanno portato a contestare accuse che coinvolgono l’intero Collegio dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, che secondo gli inquirenti richiedeva rimborsi spese per finalità estranee all’esercizio del mandato.

Dagli atti risulta che i fondi siano stati destinati a varie attività, dalla cura della persona a soggiorni in alberghi a cinque stelle e missioni all’estero. Tra queste ultime ci sarebbe quella al G7 di Tokyo nel 2023, il cui costo ufficialmente comunicato è pari a 34 mila euro ma che fonti interne affermano si attesti attorno agli 80 mila euro, di cui 40 mila destinati solamente ai voli. Questo giustificherebbe il significativo aumento dei costi di rappresentanza e gestione, che nel 2024 hanno raggiunto i 400 mila euro. I pubblici ufficiali sono indagati anche per non aver erogato alcuna sanzione alla società ITA Airways a seguito delle irregolarità riscontrate nel trattamento dei dati.

Questi avrebbero inoltre ricevuto benefici personali dalla società, come le tessere “Volare” classe executive dal valore di 6 mila euro ciascuna. La questione diventa ancora più complessa se si considera che il responsabile della protezione dei dati per gli anni 2022 e 2023 era un avvocato dello studio legale E-Lex fondato dallo stesso Guido Scorza. Tra le ulteriori sanzioni che non sono state imposte ci sono anche quelle nei confronti di Meta: gli smart glasses Ray-Ban Stories infatti, presentavano diverse criticità sotto il profilo della tutela della privacy.

Le accuse e le indagini in corso aggravano dunque la posizione delicata dei membri del collegio e infliggono un duro colpo alla credibilità dell’istituzione. Queste dimostrano che l’Autorità non è riuscita a rispondere alle necessità di indipendenza, trasparenza e ad adempiere alla funzione di garanzia che è tenuta a svolgere secondo la legge, con ripercussioni sulla fiducia dei cittadini e sulla percezione dell’efficienza delle istituzioni. Resta ora da capire se le dimissioni di Scorza siano destinate a rimanere un episodio isolato o a segnare l’inizio di una profonda riforma interna dell’Autorità.

non perderti nulla

Inserisci la tua mail per rimanere aggiornato sulle prossime uscite

Join the newsletter to receive the latest updates in your inbox.