martedì 9 giugno 2026

Non avrai altro Dio all’infuori di te

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la strumentalizzazione politica della religione

La conversione a metà “Siamo in missione per conto di Dio” annunciava John Belushi nei panni di Jake Blues, prima di imbarcarsi in una missione per salvare l’orfanotrofio cattolico nel quale lui e il fratello Elwood erano cresciuti. I due fratelli, convinti della nobile causa che stanno perseguendo, si sentono giustificati nel compiere una serie di illeciti, reati e scorrettezze.

È probabile che, nella chiesa di South Chicago in cui i due vengono illuminati dalla luce divina, fossero seduti anche diversi leader politici del mondo reale. Come Jair Bolsonaro, che vedeva nella sua elezione “una missione di Dio”, o come Donald Trump che dichiara di credere che “Dio pensa che sistemerò questo paese”.

D’altronde, nella Bibbia viene spesso citato come Dio simpatizzi, anzi inciti, i suoi figli sulla terra ad accumulare ricchezze, a depauperare e depredare il suolo, a rubare ai poveri per dare ai ricchi, ad avere innumerevoli mogli nonché amanti (quando consenzienti), o a lasciar morire gli ultimi in mezzo alla strada.

L’oppio dei po…pulisti

Immaginate che il governatore del vostro paese, finito il discorso d’insediamento, pronunci la formula “Che Allah sia al mio fianco”. Immaginate che tale governatore, assieme ai rappresentanti del suo governo e dell’opposizione, siano chiamati prima di ogni consultazione a recitare il Salat, la rituale preghiera islamica, guidata da un Imam stipendiato con i soldi delle vostre tasse. Questi stessi soldi, inoltre, presentano sulle banconote e sulle monete la formula “Confidiamo in Allah”.

In questa stessa nazione, ogni mattina i vostri figli sono chiamati a recitare un giuramento solenne, con la mano destra sul cuore, che sottolinea l’unità della vostra nazione sotto il potere di Allah. A questo punto, chiunque penserebbe di trovarsi nella più oscurantista teocrazia araba, magari l’Iran o l’Afghanistan. Ebbene, nel continuare questo esercizio di immaginazione, provate a sostituire “Allah” con “Dio”. Benvenuti negli Stati Uniti d’America! Lo Stato che più di tutti si proclama pioniere della libertà e che, nel primo emendamento della sua Costituzione, tutela la pluralità religiosa persino al di là del riconoscimento statale della stessa.

Geopolitica del sacro e profano

Sebbene tali abitudini possano sembrare figlie di tradizioni secolari, magari rimaste ai tempi della Guerra d’Indipendenza e mantenute tali in nome della “solennità”, i padri fondatori degli Stati Uniti erano in realtà di ben altro avviso. Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, John Adams e James Madison erano figli dell’illuminismo europeo. Questa forma mentis spinse i costituenti americani ad escludere qualunque riferimento alla religione nella Costituzione americana, eccezion fatta per l’articolo 6 che vieta il giuramento religioso come clausola necessaria per accedere alle cariche pubbliche.

Persino il motto “In God We Trust” è stato un cambiamento recente. Prima era “E Pluribus Unum”, a simboleggiare l’unione delle tredici colonie su cui sono sorti gli Stati Uniti. Non solo, ma nel 1797 John Adams ratificò l’Articolo XI del Trattato di Tripoli in cui dichiarava esplicitamente che “Il governo degli Stati Uniti d’America non è, in alcun senso, fondato sulla religione cristiana”.

Il rebranding a stelle e strisce arrivò negli anni ‘50, in concomitanza con le prime politiche del Maccartismo. Ma che c’entra la lotta ai comunisti con Dio? La dottrina comunista vede nell’ateismo il risultato di un’analisi scientifica e materiale della società, identificando nella religione l’anestetico del popolo che proietta le speranze di giustizia e felicità in un aldilà immaginario perché l’aldiquà è invece triste e ingiusto. Così, con la Rivoluzione d’Ottobre e la presa del potere da parte di Lenin, l’Unione Sovietica diventa la prima nazione ad attuare un “ateismo di Stato”.

La Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca venne fatta saltare in aria per fare posto alla Piscina Moskva di Kruscev. Diverse altre chiese divennero planetari, librerie, musei, palazzi del potere: tutto fuorché luoghi di culto. C’era un unico modo per combattere gli eretici comunisti: unirsi sotto l’egida della Croce cristiana, rendendo così la religione una questione identitaria pleonastica dell’anticomunismo. Così, il E Pluribus Unum divenne “In God We Trust”, e nel Pledge of Allegiance venne inserita l’unità in funzione della sottomissione a Dio.

Cherry Picking at its finest

A guidare i padri fondatori statunitensi verso una nazione laica e accomodante delle diverse sensibilità religiose, è stato il movimento illuminista europeo. Tale movimento, che portò a termine secoli di oscurantismo e persecuzioni, di guerre religiose e di parole proibite, pose le basi per le grandi rivoluzioni che hanno segnato il Vecchio Continente tra il XVIII e il XIX secolo. In Italia, specificatamente, fu Camillo Benso conte di Cavour a formulare il principio della “Libera Chiesa in Libero Stato”, segnando un confine insormontabile tra il potere temporale della Chiesa cristiana e il potere sovrano dello Stato italiano.

Tuttavia, ad oggi, il potere del pensiero critico ha lasciato il posto al potere della poltrona. Pur di rimanere ancorati allo stipendio da parlamentare, o all’ondata mediatica dell’ultimo minuto, i nostri politici si ergono ad Annunziatori messianici del Vangelo, agnelli di Dio scesi sulla terra a professare il suo messaggio, finendo per distorcere la stessa Novella che vogliono rappresentare.

Sebbene parlare di Matteo Salvini in un articolo di analisi critica è sparare sulla croce rossa, infierendo su un politico con la p minuscola padre dell’italico populismo più becero, rappresenta il più calzante esempio di religione a convenienza. È evidente che il Buon Cristiano Salvini abbia ricevuto i sacramenti honoris causa, altrimenti non si spiegherebbe la sua totale inosservanza di qualsivoglia Sacra Scrittura unita alla forza con cui rimarca la sua fede.

Salvini

Testi Sacri

Febbraio 2018

In piazza del Duomo bacia un rosario e recita “Giuro di essere fedele al mio popolo [...] lo giuro sul Vangelo!”

Mt 5, 34-37

«Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo [...] né per la terra [...]. Sia invece il vostro parlare: "Sì, sì", "No, no"; il di più viene dal Maligno.»

Maggio 2019

Matteo Salvini, al termine di un comizio, bacia il rosario e ringrazia un’icona della Madonna al termine di un comizio

Mt 6, 5-8

E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Agosto 2019

Matteo Salvini blocca a bordo della nave di Open Arms 147 migranti salvati da un naufragio

Mt 25, 31-46

“Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, [...] E se ne andranno, questi al supplizio eterno”

Gennaio 2020

Durante la campagna elettorale in Emilia-Romagna, a favor di camera, citofona a casa di una famiglia tunisina chiedendo “Scusi, lei spaccia?”

Matteo 18, 15

«Se il tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello.»

12 Luglio 2013

“Gran serata coi Fratelli Leghisti. Ginepro, assenzio, limoncello e ora... sereni al volante con Vasco! Liberi liberi siamo Noi!!!”

Lc 6, 39-45

Come puoi dire al tuo fratello: ‹Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio›, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello

27 luglio 2023

“Lucido sì o lucido no, io la patente te la ritiro”


Tralasciando facili ironie sul fatto che la maggior parte delle azioni vengano definite errate proprio dall’evangelista Matteo, l’articolo non ha intenzioni di porsi in superiorità morale a nessuno dei politici o dei personaggi qui citati. Tuttavia, l’ipocrisia persistente di una classe politica mondiale che piega la spiritualità ai suoi scopi è la base del mantenimento dell’elettorato basato più sul “noi contro di loro”, dove i loro ieri erano i comunisti sovietici mentre oggi sono gli islamici e gli stranieri, che stravolge il messaggio religioso e lo piega al volere dei potenti, sotto i colpi dell’odio e del sospetto reciproco.

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